La scienza non va in vacanza

di Riccardo Federle
– Editoriale

Editoriale - La scienza non va in vacanza

Crediti: Riccardo Federle

Finalmente ecco l’estate. Ne eravamo in trepidante attesa più o meno tutti. Soprattutto di questa estate che, già da qualche tempo, si era profilata come la terra promessa dopo un lungo tragitto di peripezie.

Eppure una volta raggiunto il sogno, come spesso accade in un meccanismo tipicamente umano, c’è già chi si lamenta per il caldo e chi il mondo lo sta guardando solo dalla finestra, ammirando al di là del vetro il bel sole rigoglioso che, pur facendo del suo meglio, certo non vince sull’aria condizionata.

Fortunati gli smart worker, ci verrebbe da dire, che ogni giorno non devono combattere con la calura e con il traffico per raggiungere l’ufficio. Anche loro, però, finiscono ad un certo punto per risentire degli effetti del clima e, non di rado, alternano la produttività a sempre più eloquenti digressioni in cui invidiano la piscina già piena nel giardino del vicino o sognano una evasione tropicale restando minuti interi a fissare le palme e l’acqua cristallina sul desktop del PC.

Tutto nella norma: le vacanze ci servono. È un sacrosanto diritto della persona e un bisogno fisiologico del corpo umano quello di prendere una pausa dalla chiassosa routine e dedicarsi, almeno per un breve periodo, solo ad aspetti di piacere. La stessa Costituzione italiana che, nel suo articolo 36, ci ricorda che “il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi” ammette l’importanza della sospensione di alcune attività, per il bene profondo e irrinunciabile di chi le pratica.

Per questo mi viene da dire, quasi come ossimoro, che mentre gli scienziati ne hanno tutto il diritto è invece la scienza che non va mai in vacanza … proprio perché riconosce nel riposo tutt’altro che una perdita di tempo quanto invece un aumento del benessere del singolo e della futura produttività del soggetto. Secondo la scienza potremmo dire dunque che la vacanza non è un lusso ma una necessità e che solo  la persona che risulta meno stanca e più felice riesce ad incanalare le proprie energie con passione.

Esattamente il contrario di quanto si ostina a sostenere il mercato del lavoro che vede, invece, nelle ferie, una perdita economica o una mancata resa e che, negli anni, ci ha abituati ad essere degli “stressati performanti” che “stringono i denti” e continuano irrimediabilmente a “fare”. Quante volte, infatti, ci sentiamo dire che “chi dorme non piglia pesci” e “il mattino ha l’oro in bocca”, ma anche di “non rimandare a domani quello che possiamo fare oggi”?

“Cretinerie!” sentenzierebbe con fare goffo il cane colonnello della Carica dei 101 prima di ritornare al suo riposino quotidiano. Difficile essere completamente d’accordo ma anche considerarlo completamente in torto. Una mente in grado di evadere dal mondo è infatti di gran lunga più stimolante di molte altre e così, la possibilità di distinguersi dalla mediocrità risiede anche e soprattutto nella capacità di intersecare concetti appartenenti a campi diversi e di apporli con i dovuti ricami sul tavolo della discussione.

E La Lampada delle Scienze cosa farà quest’estate? Andrà in vacanza? Si, un po’ per volta cercheremo anche noi di goderci le meritate ferie ma, di per sé, fortunatamente, la forma associativa permetterà sempre di non lasciar scoperto nessun ruolo. Non ci capiterà, pertanto, di risultare con sede vacante come succede ad un regno o alla Santa Sede quando cambia il regnante.

Come funzioniamo? Ogni membro è attivo in un suo spazio e si adopera per conto dell’associazione nella misura e nella forma concordate. Un gruppo di cinque persone, con un mandato di quattro anni, si occupa invece di coordinare le attività di logistica e il dialogo tra tutti i soci. Oggi vi presento loro, per rassicurarvi un po’ sul nostro futuro estivo (e non solo)…

Spesso quando fate una firma vi imbattete nella scritta “o di chi ne fa le veci”: ecco, nel mio caso la facente funzionai è Lucia, la vicepresidente, che oltre all’incarico delle sostituzioni ufficiali, si occupa anche di revisionare le mie pubblicazioni assicurandosi che non siano mai causa di alcun incidente diplomatico.

Remedios, invece, è il nostro “ministro del tesoro”: gestisce cioè la parte economica e di segretariato, aspetti indispensabili per ogni associazione, a prescindere dalle dimensioni della stessa. Infine Maria Luisa e Corrado, con il compito di “consiglieri”,  hanno deleghe per la gestione della comunicazione social e delle altre attività che La Lampada eroga nei confronti di enti o amministrazioni.

Questo team ristretto è tuttavia solo una parte del grande lavoro che stiamo svolgendo (e che un po’ alla volta vi farò conoscere) e che, dopo l’estate, prenderà forma in modo particolare con alcuni progetti educativi rivolti alla scuola superiore e all’Università. Ma non è ancora il tempo di parlarne: è pur sempre periodo di vacanza, no?