Alieni per caso – Le specie alloctone

di Giulia Brancato
– Biologia

Vengono chiamate ‘specie aliene’, ma non vengono da un altro pianeta. Sono quelle specie, animali o vegetali, che si spostano in un paese dove prima non erano presenti.

Crediti: Pixabay

C’è una cosa da chiarire fin da subito: le specie migrano da sempre, non esistono specie ‘fisse’ in un luogo. Tuttavia, da quando l’uomo ha iniziato a viaggiare e trasportare merci, si sono moltiplicate le occasioni per questi strani turisti di approdare in una nuova nazione, se non in un nuovo continente. A volte è proprio l’uomo che le introduce volontariamente, in genere per motivi commerciali. Altre volte, semplicemente, la specie ‘clandestina’ ha approfittato di un trasporto umano.

Arrivare in un luogo nuovo è solo il primo passo. La nuova specie può avere difficoltà ad adattarsi al nuovo ambiente. Oppure, e sono i casi più famosi, può adattarsi dannatamente bene: magari trova un buon clima, non incontra predatori e riesce a competere molto bene con le specie locali. La specie aliena (detta anche alloctona) diventa quindi una vera e propria specie invasiva, in grado di danneggiare seriamente le specie indigene (dette anche autoctone). L’effetto principale è che mette a rischio l’ecosistema locale e, in genere, anche le attività umane.

È a questo punto che anche i giornali non specialisti parlano dell’alieno. È questo il momento in cui non sono solo i ricercatori a preoccuparsi, ma anche i governi. L’Unione Europea ha stabilito che venisse stilata una lista di specie invasive, animali e vegetali, di rilevanza comunitaria, con l’obiettivo di monitorare il loro sviluppo e cercare delle strategie per intervenire.

Le tecniche elaborate per liberarsi di queste pests aliene sono molteplici. C’è chi propone, ove possibile, di sfruttarle per scopi commerciali, anche alimentari. Soluzione che spesso suscita le ire dei gruppi animalisti e che può rivelarsi un boomerang: se una specie diventa economicamente utile, l’uomo è portato più ad allevarla/coltivarla piuttosto che eliminarla, e il problema invece di scomparire diventa più grande.

Altre tecniche prevedono l’uso di controlli biologici, ad esempio la sterilizzazione, o l’introduzione dei predatori delle specie invasive. Di nuovo, però, c’è un rischio: il predatore introdotto è di nuovo una ‘specie aliena’ e non sempre si riesce a calcolare quale sarà il suo impatto sulla biodiversità.

Ad ogni modo, l’introduzione di specie alloctone è un fenomeno in crescita. Il cambiamento climatico e le attività antropiche creano occasioni sempre più numerose per questi ‘clandestini’ di raggiungere ogni angolo del pianeta. Monitorare e controllare questi ‘alieni’ è di cruciale importanza, non solo per tutelare l’ecosistema ma per affrontare cambiamenti che influiscono anche sulla nostra vita quotidiana.

Tuttavia, e soprattutto sui social, le reazioni verso questi ‘alieni per caso’ possono essere molto diverse. Se la specie in questione è palesemente dannosa per l’uomo, per di più se è ritenuta brutta, è facile che in un attimo si invochi lo sterminio di massa. Misure per il contenimento della cimice asiatica (Halyomorpha halys), ad esempio, sono perlopiù gradite.

La situazione cambia radicalmente se la specie non sembra fin da subito nociva, e soprattutto se è carina o, come spesso si legge, se è ‘pucciosa’. Un esempio per tutti può essere Sciurus carolinensis, lo scoiattolo grigio che in Europa ha quasi rimpiazzato lo scoiattolo rosso, e che si può vedere in alcuni parchi mentre i passanti gli offrono da mangiare. L’idea di catturare o, peggio, di ammazzare creature del genere suscita il più delle volte un’indignazione generale. Si ritiene che in questo caso non sia affatto una loro colpa, che meritino di vivere liberi e che l’uomo non abbia alcun diritto di intromettersi. Anche se magari si è già intromesso, perché si è portato quella specie ‘carina’ nel suo giardino.

Il carisma di una specie, insomma, è un elemento fondamentale, e può mettere in secondo piano tutto il resto, condizionando le nostre scelte. Nonostante oggi sia cresciuta la consapevolezza riguardo il problema delle specie aliene, manca ancora nella nostra cultura quel distacco, quell’intelligenza di cui a volte Homo sapiens si vanta e che dovrebbe portarlo a considerare sullo stesso piano tutti gli esseri viventi. La cimice, lo scoiattolo, ed anche se stesso.

Sitografia:

Bibliografia:

Clandestini – M. Di Domenico. Bollati Boringhieri, 2008