Perché l’arte fa bene alla salute

di Daniela Berardinelli
– Medicina e Salute

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce il concetto di “salute” non esclusivamente come la mera assenza di malattia o infermità ma “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”. Il concetto di salute è quindi strettamente condizionato dalla società in cui ogni individuo vive e dalla capacità della persona stessa di sapersi adattare al proprio stato di salute, che potrebbe anche prevedere la convivenza con uno stato di malattia. Ma come può l’arte incidere in maniera significativa sulla salute delle persone?

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L’arte come medicina

Una scoping review condotta dall’OMS ha indagato nella letteratura scientifica esistente quali fossero le evidenze sul ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere degli individui, identificando oltre 900 pubblicazioni che riguardano a loro volta più di 3000 studi. Come definire però l’arte? Se declinata nella ricerca sulla salute l’arte può essere intesa come l’insieme di: arti performative (teatro, danza, musica, film), arti visive, design, artigianato (pittura, fotografia, scultura, tessile), letteratura (scrittura, lettura, partecipazione a festival letterari), cultura (musei, gallerie, mostre d’arte, concerti, festival), e arti on line, digitali e informatiche.

Quali benefici?

Ciascuna di queste attività artistiche innesca nelle persone risposte diverse di tipo psicologico, fisiologico, sociale e comportamentale. Influenzando la sfera delle emozioni le arti riducono lo stress, migliorano lo stato di salute mentale e diminuiscono i fattori di rischio per le patologie cardiovascolari e tumorali. La stimolazione offerta a livello cognitivo permette, invece, di contrastare lo sviluppo di forme di demenza o malattie come la depressione. La partecipazione ad attività artistiche consente anche una maggiore interazione sociale, andando a contrastare stati di solitudine che favorirebbero l’insorgenza di risposte fisiologiche negative. L’attività fisica svolta attraverso le arti riduce inoltre i comportamenti sedentari, combattendo patologie come il dolore cronico, la depressione e la demenza.

I risultati di questa importante ricerca evidenziano come l’arte oggi abbia un grosso impatto sia nell’ambito della prevenzione che del trattamento della salute fisica e mentale degli individui. Nello specifico per quanto riguarda la prevenzione le arti possono influenzare la coesione sociale, riducendo le disuguaglianze e incoraggiando l’adozione di stili di vita salutari. Nel trattamento dello stato di salute le arti possono invece essere d’aiuto ai pazienti affetti da malattia mentale, condizioni acute (neonati prematuri, pazienti ospedalizzati, persone sottoposte ad intervento chirurgico o interventi invasivi), malattie neurologiche, degenerative, croniche (cancro, diabete, patologie respiratorie e cardiovascolari), e in ultimo, non per importanza, supportare nell’assistenza al fine vita.

L’efficacia dell’arte non è inoltre solo comprovata in termini di salute ma anche in quelli economici, in quanto alcuni studi hanno dimostrato una equivalenza se non una superiorità di intervento rispetto ad altri trattamenti sanitari. Quello di cui necessitiamo è quindi un cambio di paradigma che vada ad incidere non solo sulle scelte dei professionisti che operano nel campo della sanità ma anche sugli stake holder coinvolti nella salute pubblica.

Più arte per la società

Dal report emerge che in Europa l’utilizzo delle arti nello sviluppo della salute non è ancora ottimale rispetto alle sue potenzialità. Per svolgere al meglio la sua funzione dovrebbe prevedere una maggiore collaborazione tra i settori della cultura e quello della sanità e del sociale, fino a divenire un elemento decisivo di prescrizione per il miglioramento della salute.

Una maggiore contaminazione di questi aspetti artistici e umanistici anche all’interno della formazione scientifica degli operatori sanitari permetterebbe di lavorare maggiormente su tutte quelle life skill personali (comunicative, relazionali, emotive e di consapevolezza di sé) che potenzierebbero a loro volta le abilità e le competenze cliniche, apportando un reale miglioramento per il paziente e la categoria professionale.

Riferimenti

Fancourt D, Finn S., What is the evidence on the role of the arts in improving health and well being? A scoping review. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2019. (WHO Health Evidence Network Synthesis Reports).