Sempre meno scienza sotto l’albero

di Riccardo Federle
– Editoriale

Crediti: Riccardo Federle

Il sonno della ragione genera mostri: ormai non ci sono più dubbi… E non lo dico solo per citare Francisco Goya e la sua acquaforte del 1797. A sostenerlo, questa volta, è una fonte più attuale del noto pittore spagnolo: si tratta del cinquantacinquesimo rapporto CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) che anche nel 2021, come ogni anno, si prefigge di interpretare i più significativi fenomeni socio economici del Bel Paese. E da quest’ultima statistica pare emergere qualche dato preoccupante: sembra, ad esempio, che tra il 5,9% degli Italiani, sia vivida la convinzione che il COVID non esiste (parliamo di quasi tre milioni di persone e del 4,2% sul totale dei laureati) mentre il 12,7% della popolazione, nonostante gli anni appena trascorsi, concorda su una scienza che crea più danni che benefici.

Tra le molte teorie, poi, il più delle volte tendenti alla paranoia, sono diffuse anche parecchie tecno-fobie dato che il 19,9% degli italiani considera la tecnologia 5G uno strumento sofisticato per controllare le menti della gente. O ancora, nei casi più irrazionali, si arriva ad un vero e proprio negazionismo storico-scientifico: anche qui i dati sono purtroppo chiari e palesano come il 10% dei nostri concittadini ritenga che l’uomo non sia mai sbarcato sulla luna, mentre il 5,8% è sicuro che la terra sia piatta (e in questo ultimo caso non varrebbe nemmeno la pena concludere con una frase che incalza un ritorno al Medioevo dato che è ormai ben noto come anche a quei tempi la forma del globo terrestre fosse più che conosciuta).

Da sinistra: “Il sonno della ragione genera mostri”, Francisco Goya, 1797; Rappresentazione artistica medievale che rappresenta la terra sferica con settori raffiguranti gli elementi (terra; aria; acqua).

Insomma, è un Natale che ci porta sempre meno scienza sotto l’albero. E non credo basterà un candido manto di neve, questa volta, a raffreddare e coprire la terra in attesa di nuovi e più speranzosi germogli.

Tanto vale, perciò, chiedersi come mai regni così tanto caos e scetticismo tra la popolazione o, ancora meglio, cosa potremmo fare noi comunicatori della scienza per migliorare tale panorama…

La risposta alla prima domanda è in effetti molto più complessa di quanto possa sembrare e richiederebbe forse una valutazione accurata anche delle responsabilità che, talvolta, non cadono troppo distanti dalla scienza stessa. Se c’è infatti un aspetto considerevole che ha fortemente contribuito negli ultimi anni ad una diffusione galoppante di irrazionalità, questo è stato senza dubbio proprio il numero consistente di errori comunicativi compiuti da scienziati e istituzioni in un tempo tanto duro quanto delicato per l’evolversi del mondo scientifico.

D’altra parte, comunque, se tale è lo stato dell’arte, da buoni uomini e donne di scienza sappiamo che indietro non si torna e che, pertanto, l’unica vera azione propositiva rimane quella verso il futuro.

Ed è per questo motivo che i nostri progetti stanno continuando a pieno ritmo, rivolti in modo particolare al mondo di giovani e ragazzi. Il 2 dicembre, ad esempio, la nostra associazione ha dato inizio ufficialmente al suo primo PCTO (Progetti per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) presso il Liceo scientifico Federico Enriques di Livorno iniziando i lavori con una “lezione” sulla storia della comunicazione scientifica: più di 80 ragazzi hanno aderito a questa iniziativa e si sono immersi in racconti di ogni epoca (da Ipàzia, la filosofa alessandrina a capo della mitica Biblioteca, al contemporaneo Giorgio Parisi, Nobel per la Fisica… passando per Galileo, Newton e Rita Levi Montalcini). I prossimi incontri li guideranno a comprendere le linee guida del buon giornalismo scientifico e l’importanza delle fonti e della raccolta dei dati, aspetti imprescindibili per il lavoro del divulgatore.

Alla fine di questo percorso formativo, ogni ragazzo verrà valutato su un elaborato prodotto in autonomia e i lavori giudicati più significativi porteranno alcuni prescelti a far parte di una vera e propria redazione scientifica. Sotto la guida esperta del nostro team ogni giovane avrà modo di trasformare questa esperienza in un utile allenamento per aprire la mente ed affinare la capacità di parlare di scienza.

Anche questa è dunque una risposta concreta. Un piccolo passo, forse, ma non troppo breve per qualcuno che lo compie. L’obiettivo della scienza, perciò, nel suo costante fluire e divenire non sarà mai quello di arrivare ad una verità unica ed assoluta quanto piuttosto il favorire un allenamento del pensare che, unito alla cultura personale, si trasforma nello strumento più efficace per cambiare il presente.

Con l’augurio, allora, che la scienza possa tornare ad essere un punto di riferimento utile e sincero per la vita di ciascuno, da parte mia e di tutta la Lampada delle Scienze un sincero buon Natale!