Qual buon vento!

di Riccardo Federle
– Editoriale

[Modo di dire: espressione utilizzata per delineare un incontro che genera contentezza e felicità]

Parco Nazionale di Timanfaya, Lanzarote, Isole Canarie (ES). Crediti: Riccardo Federle

È tempo di ripartire! Settembre è la primavera dell’uomo, il mese in cui tutto ricomincia. E così, pian piano, alla stregua delle gemme che a marzo risorgono timide tra gli ultimi cristalli di brina, in queste settimane ciascuno cerca di scrollarsi di dosso i residui delle vacanze, finendo per riprendere in mano la repentina quotidianità, ormai sempre più delineata nelle pagine affollate dell’agenda.

È una ripresa traumatica ed allo stesso tempo, forse, piacevole. Da una parte il ricordo ancora del tempo che scorre impalpabile sotto il suono delle onde che si infrangono su spiagge dorate, dall’altra la gioia di ritornare a condividere pensieri, relazioni, lavori, studi e progetti. Il tutto con più grinta e convinzione, perché come mi dice spesso un amico (e prima di lui Sant’Ambrogio):

“se vuoi far bene tutte le cose ogni tanto smetti di farle”.

Riposati o in qualche modo rinnovati, siamo come una nave carica di provviste pronta a solcare di nuovo le onde. Anche se, a questo punto, tutto dipende dal vento: e per la Lampada delle Scienze la brezza calda dell’estate ha soffiato semi buoni.

Ci eravamo lasciati, dopo una piccola presentazione del gruppo di coordinamento, con alcuni accenni curiosi rispetto a progetti scolastici. Possiamo finalmente dire qualcosa di più: la nostra associazione ha infatti “firmato” il contratto per il suo primo PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). Si tratta, in poche parole, di un progetto finalizzato ad affiancare alla formazione scolastica, prettamente teorica, un periodo di esperienza più pratica e concreta.

Non è tuttavia una nostra invenzione: la scuola già si fa forza da parecchi anni di questi programmi. Ma nostra è stata l’idea (che si concretizzerà al Liceo Scientifico Federigo Enriques di Livorno) di impegnare giovani studenti in un esperimento di redazione scientifica, costruito per capire l’importanza della scienza e di chi la comunica, utile in modo particolare per comprendere la potenzialità dei dati e il pericolo della scorretta informazione.

Tale sperimentazione costituisce, tra l’altro, anche il primo dei progetti scolastici che la Lampada delle Scienze ha in cantiere e che continuano a ribollire nel grande calderone di creatività mantenuto alla giusta temperatura dai soci che si occupano di pianificare gli aspetti di didattica, argomento a noi particolarmente caro. Rimaniamo consapevoli, infatti, che solo con l’istruzione e l’educazione possiamo davvero imprimere nuova linfa alle generazioni future fornendo ai giovani d’oggi i mezzi necessari per diventare le menti pensanti di domani.

Ma quella del PCTO non è comunque l’unica novità di cui vi voglio parlare. Un proverbio cinese dice, infatti, che:

“quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri ed altri mulini a vento”.

Vorrei pertanto permettermi di riformulare la mia precedente affermazione in una nuova versione: forse non è vero che, al momento della ripartenza, tutto dipende dal vento. Direi che è molto più importante saper armare le vele!

Ed è proprio in quest’ottica, quella cioè di saper sfruttare al meglio la forza di ogni soffio, che con il nuovo anno associativo il lavoro della Lampada si arricchirà di contributi esterni: apporti di giovani scienziati o aspiranti tali sono infatti giunti con candidatura spontanea alla nostra redazione che ha deciso, dopo revisione, di dare spazio a questi spunti di scienza sui nostri canali di comunicazione.

Anche in questo caso, permettere a nuovi talenti di muovere i primi passi nel campo della comunicazione scientifica è per noi una missione e un dovere morale. Il futuro è già in salita a sufficienza ed è quindi un piacere cercare di togliere qualche sassolino dalle strade altrui: quello che d’altronde ci auguriamo possano fare tutti, ciascuno nel proprio contesto di vita, nei confronti di chi gli sta attorno.

Il vento dell’estate, lo stesso che saluta i filari di viti e abbandona perle di grappoli pronti per la spremitura, ha lasciato perciò nell’aria un profumo di entusiasmo e anche io, ogni volta che scrivo, vorrei raccontarvi qualcosa di più. Ma perfino il fluire delle parole, a volte, ha bisogno dei suoi tempi. Mi perdonerete voi, allora, se pure questa volta ci lasciamo con qualcosa in sospeso. Ma fa parte della bellezza della scienza anche il mistero dell’ignoto che dovrà essere svelato. Rimane però la certezza che, se tutte queste novità vi hanno almeno un po’ incuriosito, io sarei felice di riservare un “qual buon vento” anche alla partecipazione e all’interesse di ciascuno di voi.